• Giulia

L'avvocato digitalis

Nella società attuale, caratterizzata da un dilagante bricolage culturale, il linguaggio giuridico è destinato a cambiare perché cambiano le forme della fides e dei valori di riferimento. L’obiettivo finale dell’avvocato digitalis sarà quello di accedere ad una “verità antifragile” ossia ad una sentenza, che non sia frutto di verità fragili (menzogne), né tanto meno di verità robuste (principi assolutistici), ma semmai di strutture di pensiero capaci di ristabilire l’equilibrio sociale necessario a non determinare l’interruzione del cammino dell’uomo verso il bene comune, che costituisce per Magistrati ed Avvocati, l'esercizio del “DIRITTO DI TOGA”, che si fonda su una virtù per essi fondamentale la “Giustizia”. Molto spesso si assiste a tesi in cui l'incipit della propria difesa viene affidato a due immagini, l'indicazione della quantità di pagine, e alla soggettivizzazione del provvedimento del giudice, presente nel testo dove più debole è la dialettica difensiva, orientata a contrastare le argomentazioni poste a fondamento della difesa, che si risolvono tuttavia in una causalità discorsiva interna o de dicto. Il primo un pensiero che cammina in libertà ed il secondo una considerazione della Giustizia che deve restare bendata, secondo l'immagine iconocastica che ad essa viene attribuita, che può essere tutta contenuta nell'ossimoro logica dell'ingiustizia abuso della ragione. Togliere le bende ed aprire gli occhi del Giudice è il primo obiettivo a cui il linguaggio dell’avvocato deve tendere, ma anche non arrendersi alla fine del senso e alla soccombenza dell’improbabile, ma non sempre si raggiunge l'obiettivo. Oggi occorre urlare ad occhi di ciechi senza sguardo, in modo efficace ed appropriato, così come occorre tornare alla tradizione, ma nel contempo ammirare nuovi panorami di scrittura, nell'esercizio della dialettica processuale. In un’epoca sempre più portata alla smaterializzazione, alla mobilità, alla neutralizzazione del senso, il pathos della contesa tende a svanire lasciando spazio all’offesa micidiale oppure all’evanescenza dell’oblio, molto spesso come se si fosse in un talk show. Ogni discorso, anche quello giuridico, in questo contesto aggregativo e partecipativo, è chiamato a render conto solo della sua “performatività”, ossia della capacità di garantire l’affermazione di un codice potente in quanto privo di ogni referenza. Certamente, lo scopo del linguaggio non è più quello di tendere alla Verità in senso assoluto, ma di aderire senza sforzo alle connessioni possibili generate dalla intercambiabilità dei valori, elaborando una tecnica di eccitamento della parola, che sia capace di generare la percezione del diritto e del dovere godibile. La Toga ha taglia unica ed ognuno la cuce addosso, secondo gli strumenti che possiede e secondo lo stile della sua personalità. Purtroppo il digitale non ti consentirà di vestire più la Toga ed addio al Diritto di Toga, restando tradizionalmente nudi.

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